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Innovazione ad ogni costo? una riflessione

foto di una discarica di rifiuti tecnologici

In questi giorni stavo ponendomi una riflessione sull'innovazione, di cui, per il campo in cui opero è immediato pensare che sia un fiero sostenitore.

In effetti, l'informatica e le telecomunicazioni in generale hanno cambiato, attraverso innovazioni successive, le nostre vite in profondità.

Mi viene un esempio su tutti: l'invenzione di internet che ha permesso di rendere accessibile in modo praticamente istantaneo a chiunque l'intero scibile umano e, nel contempo ha accorciato di parecchio le distanze per quanto riguarda la comunicazione tra persone e aziende.

Un altro esempio, che ritengo molto importante, è dato dalla diffusione dei telefoni cellulari. Chi, come me, è ancora in grado di ricordare la vita senza telefono cellulare in tasca può dirvi che, tutto sommato nonostante c'è chi sostiene ci "rubi la privacy (e forse non ha del tutto torto), effettivamente i vantaggi introdotti dai cellulari, allo stato attuale delle cose superano gli svantaggi (se per esempio, 30 anni fa si rimaneva a piedi in una strada extraurbana o la si faceva a piedi fino al centro abitato più vicino, o si sperava che si fermasse qualcuno,oggi basta telefonare).

Dopo questa lunga introduzione, in cui ho sottolineato gli aspetti positivi dell'innovazione, che DEVE quindi contribuire a migliorare la vita, voglio discutere del suo "lato oscuro", quella che io chiamo l'innovazione "a ogni costo".

Vivendo in una società marcatamente consumista siamo costretti ogni giorno a confrontarci con il "nuovo" che, prende sempre più velocemente il posto del "vecchio", e questo è particolarmente vero nel campo dell'informatica e delle telecomunicazioni: sempre più spesso esce il nuovo modello di portatile, il nuovo modello di telefonino, ecc.

In questo non ci sarebbe nulla di male se non che le persone, attraverso stimoli sempre più persistenti vengono incoraggiati a cambiare continuamente questi apparecchi (definiti "elettronica di consumo") buttando via quelli vecchi con le motivazioni ormai sempre più strampalate (per esempio il colore...).

Questa "innovazione a ogni costo", sebbene contribuisca ad aumentare gli introiti delle aziende che producono le merci in questione crea, come non effetto collaterale, una enorme massa di rifiuti (tecnologici e non) che finiscono poi negli inceneritori o nelle discariche: in Ghana, per esempio, è presente una gigantesca discarica di rifiuti tecnologici che contribuiscono soltanto ad aumentare l'inquinamento ambientale.

Quindi, in conclusione innovazione SI, ma con criterio e solo se realmente migliora la vita delle persone, non solo i bilanci delle società.

Per chi volesse approfondire questo argomento, che è una riflessione specifica su un atteggiamento della società ormai diffuso in ogni campo, consiglio la visione di un documentario spagnolo (sottotitolato in italiano) dal titolo "l'obsolescenza programmata" (link).

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