Perchè partizionare un disco fisso

By | 29 giugno 2011

Molto spesso, sentiamo parlare di disco “partizionato”, ma in concreto cosa significa?

prima di tutto una breve introduzione:

Il disco fisso è quel particolare dispositivo presente nel computer che permette di memorizzare, e mantenere anche dopo lo spegnimento, i dati presenti nel calcolatore.

Per dati possiamo intendere i documenti, le immagini, la musica, i video… ma anche i singoli file che servono al funzionamento del computer e, cioè i file che compongono il [[sistema operativo]].

I file vengono memorizzati nel disco fisso secondo una duplice organizzazione, logica e fisica; questa duplice organizzazione prende il nome di [[file system]].

Per quanto riguarda l’organizzazione fisica il disco fisso non è nient’altro che una pila di dischi magnetici (piatti) che vengono suddivisi in tracce, settori e cilindri, i cui blocchi vengono magnetizzati opportunamente e letti/scritti da un’apposita testina posta su ogni piatto.

Organizzazione fisica del disco fisso

Per quanto concerne l’organizzazione logica parliamo di una struttura gerarchica definita ad albero (vedi immagine seguente) in cui abbiamo per esempio in windows una radice di nome C: che conterrà a sua volta delle sottocartelle (directory) di nome utenti, programmi, windows, che a loro volta conterranno sottodirectory file e cosi via.

Struttura ad albero

Esistono differenti file system in circolazione, i più famosi sono NTFS per il mondo windows, EXT4 in mondo linux e HFS in mondo mac.

Partizionare un disco significa sostanzialmente suddividerlo in due o più “compartimenti” in cui è possibile configurare un diverso file system all’interno di uno stesso dispositivo fisico dandoci in questo modo l’illusione di avere a disposizione più dischi indipendenti tra loro.

Questa operazione è particolarmente utile in almeno due occasioni:

  • Installare più sistemi operativi in uno stesso computer, ad esempio è possibile far convivere nella stessa macchina un sistema operativo windows e un sistema operativo linux scegliendo di volta in volta all’avvio del sistema quale eseguire.
  • Utilizzare una partizione per il sistema operativo e una partizione per i dati, in questo modo in caso sia necessario reinstallare il sistema operativo o sostituirlo, i dati non andrebbero persi. Generalmente in Windows, questa seconda partizione prende il nome di D:; in Ubuntu, invece è possibile addirittura rendere particolari aree del file system una partizione a se stante (per esempio la cartella “home” che contiene i documenti dell’utente e eventuali personalizzazioni).

E’ ovviamente possibile utilizzare anche soluzioni “ibride” rispetto a quelle considerate.

Per partizionare il disco, esistono diversi software in rete, come Gparted di cui esiste una versione live cd.

Guida all’utilizzo di GParted

Fate comunque molta attenzione nell’utilizzo di questo programma, un uso non corretto potrebbe portare alla perdita dei vostri dati.

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